Dentro me @Jonny_Jonny__ on Twitter

Viaggio, viaggio come se dovessi finire i miei giorni domani, prendo la vita così com’è.
Ci sono stati periodi in cui litigavo sempre con me stesso, avevo perso di vista chi ero e cosa erano le cose più semplici, quelle più importanti, quelle che spesso oggi giorno tutti noi lasciamo in disparte. Da lì capii che dovevo fare qualcosa; in realtà dovevo soltanto smettere di pensare ad una soluzione, dovevo lasciar scorrere semplicemente i miei pensieri, lasciare che si frantumassero al suolo e nella testa.

Non mi sono mai sentito partecipe di questa società, troppo cinica troppo arrivista e a me non va di arrivare da nessuna parte, voglio soltanto vivere nel vento, ascoltare i miei pensieri, lasciare che tutto vada anche a puttane. Miei i vuoti, mie le regole.

Ho smesso di correre di interrogarmi sul perché certe persone possono avere determinate logiche e comportamenti. Ho messo al centro il coraggio, la voglia di sorridere tra una lacrima e l’atra.
Ho pianto, spesso ho pianto molto e non c’era mai nessuno a darmi un abbraccio a consolarmi. Ho iniziato a chiedermi spesso del perché e spesso, senza mai darmi una risposta logica, ho semplicemente accettato i fatti al fine di soffrire meno. Era ed è l’unica cosa che io possa fare, è questa la mia disposizione: soffrire, piegarmi senza spezzarmi.

Ci sono ricordi che porto dentro al mio cuore, sono gli stessi che un tempo mi tenevano prigioniero di ciò che non volevo essere, accettare ed avere consapevolezza di sé stessi e dei propri limiti è tutto ciò che di più saggio c’è.

Guardo la luce negli occhi di alcuni “aimé” sconosciuti. Sono gli stessi da cui prendo esempio pur non conoscendo la loro storia; li guardo, li osservo, ne colgo i gesti, metabolizzo e assorbo il bene, il buono che fanno in silenzio. La speranza è tutto quello che manda avanti la mia testa, i sogni sono il carburante del mio cuore.
Ringrazio umilmente la vita per avermi dato “la vita” alla mia sensibilità, quella stessa che spesso mi ha fatto inghiottire bocconi amari, quella che faceva nodi in gola troppo grandi da buttare giù. Le rendo grazie perché, quando incontro i miei simili, i sogni si avverano e c’è luce anche in me. Ritorno a vivere senza rendermene conto il tempo potrà togliermi tutto ma mai i ricordi, la forza e la gioia per la vita.

Ho imparato a guardare le stesse persone con occhi diversi perché ogni giorno la stessa persona non è mai uguale; l’espressione cambia, i sorrisi mutano, la gioia assume colori di sfumatura sempre nuovi.

E allora, potrò mai dire grazie a me stesso per ciò che sono e scrivo, per quella piccola parte di me che coglie ancora le bellezze di una persona, di un luogo e della vita stessa, nella vita.

Popcorn per @tantipensieri

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