Carillon

Passi frettolosi e infreddoliti tra le vie del centro. Qualche suonatore agli angoli delle strade, tutti col naso all’insù a lasciarsi meravigliare ancora una volta dalle luminarie che con l’imbrunire ricamano di magia piazze e vie. Cascate dai campanili, comete nascenti, strofe di canzoni, pianeti accesi, sagome di pacchetti. E poi fiocchi, cristalli di neve, globi sospesi, cori di angeli, pioggia argentata, slitte laccate, cappucci rossi, casette di legno, alberi spogli che improvvisamente prendono vita, tende di lumini bianchi come piccole stelle aggrappate una all’altra, festoni di puntini caldi come candele inspegnibili. Città e paesi si addobbano nel tripudio di luci e incanto. Affondo le mani nelle tasche, diffuse musiche natalizie mi accompagnano nel gelido pomeriggio di Avvento e attraverso questo tempo dilatato e immobile, liquido e speciale. Tempo per rimandare gli impegni e riflettere sulle decisioni, bilanciare gli eventi, equilibrare gli aspetti, sistemare faccende, scrivere biglietti e incartare sorprese, alleggerire pesi, regalare sorrisi, coccolarsi e assorbire le botte, scivolare nei sentimenti e tornare a casa. Mi sento compresa in una preziosa sfera di vetro, una bolla di sapone che a gennaio scoppierà, parte di un dolce ingranaggio che ogni anno si ripete, ma ogni anno lascia qualcosa in più tra l’anima e il cuore. A volte nostalgia, a volte scintille di vita. Cerco di affrettarmi, di raccogliere fortuna e raggiungere gioia, ma mi sembra sempre di girare in tondo. Ogni giorno torno al punto di partenza scambiandolo per un nuovo arrivo e per quanto tenti di rincorrere i desideri mi ritrovo seduta tra immaginazione e parole a riuscire soltanto ad aspettare. I pensieri viaggiano ininterrotti, intrecciano ghirlande profumate e creano pupazzi di neve, inzuppano biscotti nel caffè, si sporcano le dita di crema pasticciera, partecipano ai giochi da tavolo, sorseggiano vin brulé, accendono lanterne fluttuanti. Incastrati tra i “Vorrei” e i “Non posso”.
Mi fermo a guardare le stelle dalla dodicesima finestrella del Calendario. Sono tantissime stasera. L’arcoscenico del cielo si presenta in un’apoteosi di costellazioni. Fredde, distanti e sempre al di sopra di ogni aspettativa. Brillano e guidano, osservano e rispondono. Dondolando tra loro, anch’io astro luminoso in esplorazione di nuovi punti di vista, anch’io in attesa che le grandi mani del destino capovolgano il carillon, permettendo ai lustrini di nevicare, al concerto di iniziare, alla speranza di diventare, allo spirito del Natale di raggiungermi e farmi volare.

@babyLux_93 per @tantipensieri
Foto dell’autrice

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