C’era una volta un aeroplanino di carta, chiuso dentro una stanza. L’aereoplanino era fatto di un solo foglio bianco, pulito, di quelli che aspettano una penna per essere scritti. Lui aveva una vocina dentro che continuava a ripetere: “Tu volerai!”
Quando però provava ad alzarsi in volo dentro a quella stanza, era una disfatta. Si schiantava sempre addosso alle pareti, cadendo rovinosamente al suolo. Allora ogni volta alzava gli occhi al soffitto, verso il lucernario, la sua sola finestra affacciata sulla libertà: “Tu volerai!”
C’era qualcosa, però, che soffocava il suo istinto: l’ascoltare le voci di quei muri parlanti. Si, ogni muro della stanza aveva una bocca. A turni di cinque minuti ripetevano una frase, ognuno la sua, sempre la stessa. Il muro alle sue spalle diceva:”Tu non volerai!” mentre quello di fronte tuonava:”La pioggia bagnerà le tue ali”. Poi era il turno della parete sinistra, che fiera gridava:”Il vento le spezzerà”.
Ed ecco la bocca del muro destro, che rimbombante ripeteva:”Il sole le brucerà”.
Ormai quelle enfatiche parole si erano anche scritte sul foglio delle sue ali. Ma la sua voce interiore non lo abbandonava.
Un giorno il lucernario fu dimenticato aperto, mentre le bocche dormivano. L’aereoplanino si fece così coraggio, e a tutta velocità volò fuori dalla stanza, scappando lontano da quelle parole che appesantivano il suo volo.
Il cielo ora era suo mentre volava felice. Incontrò la pioggia che invece di bagnarlo, cancellò le scritte, lì dove una nuvola con una penna in mano scrisse :”Tu puoi volare”. Incontrò il vento che soffiando, invece di spezzarlo, ancora più in alto lo spinse. Incontrò il sole, che invece di bruciarlo, illuminò il suo viaggio, e raggi ad indicargli la via.
Aeroplanino è libero e porta un messaggio: Vola! Non perdere tempo ad essere quello che non sei. Non ascoltare le voci, ascolta la tua, perché solo lei sa chi sei!
Hidden_80 per @tantipensieri
Immagine dal web