I frammenti non calpestati non riportano l’intero
ma non tagliano;
le vene sulla pelle scura non si vedono
ma il sangue sporco non smette di attraversarle.
Abbiamo un sangue buono e uno guasto
e frammenti in ogni parte.
Sussulto nel pensiero del tuo volto,
irriconoscibile metafora d’amore non riconosciuto,
onomatopeico soffio incandescente nell’iride;
nei balzi e negli arresti, in quei giri intorno adagio
a parlare di sconfitte;
burattini sulle palafitte di carta si prendono a bastonate,
non piegano le foglie.
Tornano a cavallo le estati,
si baciano le comete non viste
e le inespresse espressioni tornano al mittente.
Origami eseguiti con maestria, cigni fedeli perché di stoffa
raccolgono baci al vento e briciole
da mani passanti per caso.
Girano le biciclette come tutte le cose fatte di ruota,
appese le pareti, tutto a posto, tutto nella forma.
Sibilano i versi, grugniscono le parole,
la padronanza scappa dall’attesa,
si fanno schiavi senza presa,
senza legami di corda.
Non c’è bersaglio, non si colpisce.
Riposte le frecce, in mano le carte,
nessuna giocata gloriosa,
si muovono le scie sospese,
risposta alcuna, ma non importa.
Alessandra Corbetta per @tantipensieri
Immagini dal web